Paolo Maria Deanesi Gallery

TEN YEARS | GROUP SHOW

TEN YEARS - Cartolina

24.06.2015 > 19.09.2015

Il 9 aprile 2005, la Paolo Maria Deanesi Gallery ha iniziato la sua attività a Rovereto, con una mostra collettiva “Opening” presentando sei artisti internazionali: MP&P Rosado, Tonel, Federico Guzman, Anna Amadio, Christian Schwarzwald e Diango Hernàndez. Di quest’ultimo, il 28 maggio 2005 è seguita “Revantgarde”, prima mostra personale in Italia, che avveniva in concomitanza con la sua partecipazione alla 51a Biennale di Venezia all’Arsenale.

Nella mostra si respirava la dimensione di accelerazione e di forte internazionalizzazione che stava attraversando il mondo del contemporaneo, da poco entrato nel nuovo millennio. C’erano disegni, installazioni, sculture, video e fotografie; si percepiva una grande libertà linguistica, una felice volontà di sperimentazione, nei temi attraversati e nelle pratiche che venivano messe in atto.

In una serie di fotografie dal titolo “Illuminismo”, alcune linee bianche, sinuose, come sospese sul nero della superficie, erano state “disegnate” dall’artista con la luce di una lampadina fatta muovere nello spazio di una stanza buia. Quest’immagine diventa, col senno di poi, un’ottima metafora visiva di ciò che ha significato aprire uno spazio dedicato al contemporaneo:  iniziare un’avventura, entrare in qualcosa di ignoto, attraversare l’arte e le sue espressioni vissute in presa diretta, cercando di fare della galleria il luogo di passaggio privilegiato di nuove poetiche, visioni, scoperte.

Fin dall’inizio, la galleria ha aperto un buon canale di dialogo con alcune realtà territoriali, italiane ed internazionali e stabilito una complicità culturale con artisti, critici e studiosi, realizzando insieme, negli anni, una quarantina di mostre e molti altri progetti in spazi esterni pubblici e privati, ma soprattutto ha cercato di allargare l’orizzonte di azione della cultura contemporanea.

Dieci anni passano in fretta, ma nel loro trascorrere accadono molte cose: in galleria hanno esposto artisti italiani, cubani, svizzeri, cinesi, macedoni, americani, venezuelani, austriaci, croati, tedeschi, albanesi, spagnoli. Ognuno di loro ha portato un pezzo della sua storia artistica nella nostra regione, per poi continuare altrove, secondo la dinamica del nomadismo della cultura contemporanea e dei suoi linguaggi. Molti di loro hanno continuato il loro percorso attraverso la galleria, altre gallerie, spazi museali italiani e internazionali, biennali e fondazioni dedicate al contemporaneo; tutti sono ancora al lavoro, non per costruire oggetti o semplici immagini, ma per restituire una visione “molteplice” di ciò che ci circonda, ribadire il senso “aperto” dell’opera d’arte, capace di produrre un segno che va sempre al di là di sé stessa.

Il mese scorso, con il sostegno della Paolo Maria Deanesi Gallery, Armando Lulaj ha presentato il progetto monografico “Albanian Trylogy:  A Series of devious Stratagems” nel Padiglione Albanese della 56a Biennale di Venezia all’Arsenale. Alcuni tra i lavori presenti, prodotti dalla galleria, li abbiamo visti in anteprima nel nuovo spazio espositivo di Trento e anche di recente in mostra al MART di Rovereto, ma è del 2012 la sua prima mostra personale negli spazi della galleria.

Dieci anni non sono un punto di arrivo, ma l’occasione per ringraziare artisti, critici, collezionisti, collaboratori, amici ed estimatori e per ricordare, tutti insieme, che il tempo è passato anche se sembra ieri.

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