Paolo Maria Deanesi Gallery

WHO WANT TO USE MY WINDOWS? – Paola Di Bello, Igor Eškinja, Andreas Gefeller, Diango Hernández, Verena Kastrati, Jacopo Mazzonelli, Sabrina Mezzaqui, Luis Molina-Pantin, Paolo Piscitelli, Luca Pozzi, Jacopo Prina, Moira Ricci, Nikola Uzunovski, Arianna Vanini, Zlatan Vehabovic, Driant Zeneli.

Dal 13.03.2010 al 29.05.2010

Who want to use my windows? attraverso le opere di sedici artisti pone l’accento sul ruolo della galleria come centro di relazioni tra la galleria stessa, gli artisti, altre gallerie, il pubblico e il sistema dell’arte. Ben al di là di luoghi meramente deputati al mercato, molte gallerie sono innanzitutto crocevia di incontri, contaminazioni e sinergie che in esse nascono, da esse vengono attivate o semplicemente accolte e rese visibili al pubblico. Il titolo, ironico e provocatorio – tratto da un’opera di Diango Hernandez – tra i primissimi artisti con cui la Paolo Maria Deanesi Gallery ha lavorato, si trasforma in un riferimento ad un’area di potenzialità: utilizzare la vetrina di una galleria significa non solo collocarsi nella zona di contatto tra gli spazi della galleria e il mondo esterno, ma accedere a tutte quelle dinamiche proprie del sistema in cui essa è inserita e divenirne insieme fruitori e attori. Proprio in virtù di questo riferimento in mostra, accanto ad artisti della Deanesi Gallery – Igor Eškinja, Diango Hernández, Luis Molina-Pantin, Paolo Piscitelli, Jacopo Mazzonelli e Zlatan Vehabovic (questi ultimi due alla loro prima presenza in una mostra in galleria) – sono stati invitati artisti che lavorano con altre gallerie, italiane e straniere (molti dei quali per la prima volta in regione) – Paola Di Bello, Andreas Gefeller, Verena Kastrati, Sabrina Mezzaqui, Luca Pozzi, Jacopo Prina, Moira Ricci, Nikola Uzunovski, Arianna Vanini – e artisti indipendenti, come Driant Zeneli.

Attraverso fotografia, pittura, video e installazione la mostra compie un passo successivo, quanto mai naturale ma non scontato: se la vetrina – fisica o in senso alto – riesce ad intercettare l’osservatore, anche casuale, ed entrare in efficace contatto con lui, quest’ultimo viene proiettato in una dimensione altra, quella che le opere esposte pongono in essere. La dinamica si basa, infatti, sull’attrarre visitatori che accedano ad un’altra “finestra”: il punto di vista dell’artista, di cui le opere costituiscono tappe di una ricerca e di cui rappresentano l’accesso. Alcuni dei lavori esposti richiamano la fisicità della finestra come punto osmotico, altri invece la sottendono, altri ancora si collocano sulla soglia di un incontro prima visivo e poi mentale, ma l’accesso ultimo è sempre quello della dimensione interiore del visitatore. Il nesso tra i lavori in mostra diviene quindi l’apertura a complessità differenti, un riflettere sulla connessione di punti di vista che non sempre convergono, ma ruotano attorno all’osservare stesso come ingresso in una dimensione altra mediante un processo di incontro, che necessita di un punto di attivazione, quale un luogo deputato al contemporaneo come una galleria può diventare.

Si ringraziano Federico Bianchi Contemporary Art (Milano), Federico Luger (Milano), Galleria Massimo Minini (Brescia), Rehbein Galerie (Colonia, D), Tucci Russo – Studio per l’arte contemporanea (Torre Pellice – Torino), Galleria 42 (Modena).

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