Paolo Maria Deanesi Gallery

ITALIAN CONTEMPORARY PAINTING(S) ACT. I – Lorenza Boisi, Manuele Cerutti, Antonio de Pascale, Gabriele di Matteo, Marco Fantini, Ivan Malerba, Federico Pietrella, Laura Pugno, Alessandro Roma, Debora Romei, Paola Sala

Dal 22.11.2008 al 31.01.2009

“Si può pensare che la pittura sia finita e non abbia più alcuna ragione d’essere. Vi sono alcuni critici e filosofi che lo sostengono. Tuttavia, essi non lo chiedono agli artisti” [Jean-Christophe Ammann].

Mentre i critici e le istituzioni à la page ancora si contendono l’epitaffio dei pittori, la pittura continua la sua strenua lotta contro il diktat dei musei e delle mode. Tra tutte le discipline visive la pittura è la più strettamente connessa alla questione deontologica: un dipinto dovrebbe essere sempre un atto morale, e proprio per questo niente o nessuno potrà intaccarne l’integrità.

Per un cattivo orientamento dello sguardo e della coscienza, la pittura italiana è vittima di un tradimento (recrudescenza che sfocia nella mistificazione e in una mancanza di senso); si vorrebbe tacciarla come morta o anacronistica, si vorrebbe cioè renderla inattua[bi]le, ma questo è un “falso storico” – non dell’artista bensì dei critici.

Rispetto alla scena internazionale, c’è veramente bisogno di chiedersi come dovremmo collocare la pittura contemporanea? Si potrebbe rispondere in modo provocatorio “A parete!” se ciò valesse a restituirle il posto che è stato usurpato dai trend del momento.

La rassegna Italian Contemporary Painting(s) (primo di una serie di appuntamenti che si svolgeranno negli anni) offre una panoramica sulla pittura nostrana, di cui vuole riaffermare l’importanza e la centralità, a dimostrazione della sua grande vivacità e vitalità che non ha nulla da invidiare alle altre discipline artistiche né alle piaggerie o alle esterofilie che viziano il sistema dell’arte italiano.

“Non cercate di essere artisti, cercate di essere veri” era il rimprovero che Duane Michals muoveva alle nuove generazioni. Una verità che è/sarà sempre/soprattutto una prerogativa della pittura – del colore, del pennello, della tela.

Alberto Zanchetta

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