Paolo Maria Deanesi Gallery

EYE-LAND | ROBERT GSCHWANTNER

Eye-land-Robert-Gschwantner

11.09.2014 > 22.11.2014

Nei Paesi Bassi e più precisamente nel mare interno IJsselmeer / Ketelmeer esiste da una decina d’anni, un’isola artificiale in apparenza paradisiaca e serena, ricoperta da piante ed incredibilmente abitata da cervi, volpi, aquile di mare… ma  inaccessibile all’uomo, se visitatore comune.

Il nome di quest’isola è IJsseloog, che in olandese significa “occhio del IJssel”, e dal cielo la sua forma ricorda quella di un occhio umano. Questo territorio mitico ed ai margini del mondo abitato, non è propriamente ciò che vuole apparire: non si tratta di un piccolo paradiso terrestre sapientemente costruito dall’uomo o di biotopo protetto per la salvaguardia di specie animali e vegetali.

L’IJsseloog è una sorta di profonda scatola nera atta a contenere i detriti tossici che la “civiltà” non riesce più a trasportare diluiti nei suoi fiumi, è una sorta di “tupperware” atto alla sopravvivenza  del genere umano o di grande stomaco per “bocconi” davvero amari, che raccolti sistematicamente ci consentono di andare avanti anche se fino a dove non si sa.

Robert Gschwantner da sempre esplora ed indaga con assoluta originalità le relazioni esistenti tra natura e uomo, tra etica, estetica di ciò che artificialmente e talvolta ambiguamente l’uomo costruisce, genera e modifica in natura. L’acqua è onnipresente nel suo lavoro ed è un elemento vitale e costitutivo che egli inserisce sistematicamente nei tubicini di pvc che utilizza nei suoi lavori “pittorici” prelevandone campioni, d’acqua di mare e fanghi in questo caso, poi mescolati con glicerina, direttamente nei luoghi oggetto della propria ricerca artistica.

In quest’ultimo progetto, che verrà presentato integralmente in due mostre in contemporanea presso Artmark Galerie di Vienna “Die IJsseloog Pupil” e Paolo Maria Deanesi Gallery di Trento “Eye-land” verranno presentati il nuovo video-documentario girato sull’isola-discarica IJsseloog e alcuni lavori della nuova serie il cui richiamo “optical”, più spinto ed evidente rispetto alla sua produzione artistica meno recente, ci evoca la necessità di “focalizzare lo sguardo” sugli elementi critici di sviluppo della società in cui viviamo.

Robert Gschwantner e nato a Steyr in Austria nel 1968, le sue opere sono presenti in importati collezioni private e pubbliche e sono stati esposti in diverse mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati tra i quali lo Stiftsmuseum di Millstatt in Austria, la Fondazione IDIS – Città della Scienza di Napoli, la Grantpirrie di Sydney, la Gitte Weise Galerie di Berlino, la Galerie Ulrich Mueller di Colonia, il Matadero di Madrid, il Vorgebirgspark di Colonia, il Kunstraum St. Virgil di Salisburgo, la Hazelhurst di Sydney, l’OÖ Kunstverein di Linz, il NÖ Landesmuseum St. Pölten in Austria, The Rainier Room di Seattle, il CCAS di Canberra, il Museo Casina Pompeiana di Napoli ed il Mart di Rovereto. Come vincitore del premio Level 0 ad Artverona dello scorso anno, per la primavera del 2016 è in programma una sua ampia  mostra personale al museo Kunst Merano Arte a Merano con la curatela di Valerio Dehò.

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