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La ricerca di Federico Pietrella
è fortemente segnata da un carattere processuale. La
creazione e la definzione dell'immagine, sia essa di tipo mimetico
come nella pittura o astratta come nella pratica installativa,
circoscrive un campo visivo e immaginativo sempre legato ad
una crescita nel tempo e nello spazio.
La percezione del lavoro si attua secondo
un principio di reversibilità tra la presenza "qui
ed ora" dell'opera e il suo costante rimandare al processo
e alle situazioni che la sottendono e dalle quali prende avvio.
In particolare il tempo diviene elemento centrale della sua
ricerca, definendone tanto la poetica quanto le dinamiche
e le tecniche operative.
Nella mostra personale alla Paolo Maria
Deanesi Gallery dal titolo Works from the flat, Pietrella
presenta un corpus di opere, tutte realizzate con la tecnica
del timbro e inchiostro su carta, le cui immagini, tratte
dall'archivio fotografico dell'artista, rappresentano soggetti
- paesaggi e figure - di carattere autobiografico.
La dimensione privata delle immagini dà vita ad una
sorta di "diario visivo" che non si chiude in se
stesso ma diviene un "paesaggio" comune e condiviso,
mentre l'utilizzo del timbro datario, attraverso la sovrapposizione
e la ripetizione del suo segno, fa sì che il dato temporale
emerga progressivamente dalla superficie dei lavori come elemento
duplice ed ambiguo: il tempo che ha scandito giorno dopo giorno
la loro produzione che si dissolve e si intreccia a quello
della nostra visione.
Federico Pietrella's research is marked by process. The
creation and the definition of the image, whether mimetic
as in his paintings or abstract as in his installations, traces
a visual and imaginative field linked to a spacial and temporal
progression. The perception of his work is carried out according
to a principle of reversibility between the presence of the
work and its constant reference to the process and the situations
underlained. In his solo show - Works from The Flat - at Paolo
Maria Deanesi Gallery, Federico Pietrella will present a set
of works all realized with the stamp and ink on paper technique.
The images, taken from the artist's photographic archives
and representing landscapes and figures, are all autobiographical.
Their private dimension constitutes a visual diary, which
is not withdrawn into itself, but becomes a shared landscape.
Meanwhile the use of the date stamp, by overlapping and repeating
the same sign, makes the temporal element progressively emerge
from the surface of the works. It becomes a twofold and ambiguous
element: the time when the works had been produced dissolves
and interlaces with the time when they will be seen.
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