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Da luogo intatto, continuo, omogeneo,
lo spazio della galleria si apre alla visione dicotomica, duplice,
di quattro artisti, due donne e due uomini, che attraverso molteplici
modalità espressive (pittura, fotografia installazioni
ambientali) allestiscono una situazione espositiva nella quale
l'incontro tra differenti approcci alla pratica artistica finisce
col trasformarsi in un serrato dialogo tra diverse, e in parte
profondamente divergenti, condizioni del sentire e del percepire
la realtà.
La mostra "Dicotomie",
oltre alla volontà di testimoniare delle differenze
e delle specificità che segnano alcuni elementi dell'immaginario
femminile e di quello maschile, si articola in un percorso
visivo lungo il quale le tematiche del corpo, dell'affettività
e dell'inconscio, sviluppate nelle ricerche pittoriche di
Lorenza Boisi e di Damson,
si confrontano con le visioni più analitiche ed illusionistico-spaziali
del venezuelano Luis Molina Pantin
e del croato Igor Eskinja, nei cui
lavori la percezione di oggetti della cultura di massa e l'uso
di materiali poveri ed effimeri (polvere, carte, cartoni,
oggetti d'uso quotidiano) vengono radicalmente modificate
attraverso la fotografia e l'allestimento di specifiche situazioni
ambientali.
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