BLACK “Group show”

13.12.2018 > 02.02.2019

Matteo Basilé, Simone Bergantini, Bruna Esposito, Franko B, Armando Lulaj, Mustafa Sabbagh, Andres Serrano

Dalle Pinturas Negras di Goya, fino agli oscuri dipinti minimali di Ad Reinhardt e Frank Stella, passando dal Black Square di Malevich, il nero ha sempre esercitato un grandissimo fascino sugli artisti di tutti i tempi. Colore tra i più difficili da padroneggiare, apparentemente monotematico ma in realtà composto da un’infinità di toni e sfumature, il nero ha anche un significato simbolico profondo legato alla parte più misteriosa dell’animo e della realtà, che non smette di suscitare interesse nelle persone. Se da un lato questo cromatismo si definisce come l’assenza di luce e quindi dalla mancanza di colore, dall’altro, da un punto di vista materico, il nero si può realizzare mescolando tutti gli altri colori, diventando così un “tono contenitore” che incorpora tutto lo spettro luminoso. Nero quindi come negazione del colore ma anche, contemporaneamente, come unità di tutti i cromatismi esistenti.

La Paolo Maria Deanesi Gallery dedica la sua mostra invernale al colore nero con Black, progetto collettivo che raduna alcuni tra i più importanti artisti contemporanei italiani e internazionali: Matteo Basilé, Simone Bergantini, Bruna Esposito, Franko B, Armando Lulaj, Mustafa Sabbagh, Andres Serrano.

Basilé, tra i più significativi fotografi italiani degli ultimi anni, porta uno scatto dalla serie Centro della terra, dove in un paesaggio vulcanico oscuro si incontrano figure misteriose e poetiche; Bergantini utilizza il nero degli schermi di cellulari e smartphone spenti per registrare i depositi organici lasciati dalle nostre dita nel muoversi convulso sulla superficie del touch screen, ottenendo inaspettate composizioni astratte. Esposito, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1999, presenta opere dove oggetti eterogenei raccontano l’aspetto meditativo dell’oscurità; mentre Franko B, artista che ha definito la sua ricerca principalmente nella performance, è qui presente con una tela del suo Black Period, in cui le forme si percepiscono lentamente, emergendo con tempi lunghi da un radicale nero su nero. Lulaj, selezionato a rappresentare l’Albania alla Biennale del 2015, mette in scena un’ambientazione notturna di tortura, sopraffazione e morte. Chiudono la mostra Sabbagh, celebre fotografo di moda e d’arte che più di ogni altro ha caratterizzato il suo linguaggio nel tono su tono nero tra figura e sfondo e Serrano, il controverso fotografo americano di Piss Christ, che con uno scatto quasi astratto di liquido seminale su fondo nero, simboleggia il contrasto vita-morte.

 

ENGLISH TEXT

 

From Goya’s Pinturas Negras to the dark minimal paintings by Ad Reinhardt and Frank Stella, through the Black Square by Malevich, black has always fascinated artists of all times with great intensity. Black is one of the most difficult colors to handle, apparently simple and elementary but in fact full of tones and different nuances. This color has also a deep symbolic meaning connected to the most mysterious part of human soul and reality, that never ends to charm people.

If on one hand this tone is defined by the lack of light and so by the absence of color, on the other – from an actual point of view – black can be realized mixing all the other colors, becoming more or less an “unifying color” that absorbs in itself all the spectrum of light. So, black as the negation of color but also, in the same time, as unity of all the existing colors.

Paolo Maria Deanesi Gallery devotes its winter exhibition to this color with Black, a collective show which puts together a group of some of the most important Italian and international contemporary artists: Matteo Basilé, Simone Bergantini, Bruna Esposito, Franko B, Armando Lulaj, Mustafa Sabbagh, Andres Serrano.

Basilé, one of the most significant Italian photographers of the last years, presents a shot from Center of the Earth project, where mysterious and poetic characters inhabit a volcanic landscape; Bergantini uses the black of smartphones screens turned off to record, with the photographic medium, the organic deposit left by hands and fingers in the rapid movements on the touch screen surface, creating unexpected abstract compositions. Esposito, winner of the Leone d’Oro in the 1999 Venice Biennial, is present with works in which diverse objects tell about the meditative aspects of darkness; Franko B, who characterizes his research mostly on performance, presents here a work on canvas from his Black Period, where forms can be seen slowly, emerging in a long observation from a radical “black on black” technique. Lulaj, artists representing the Albanian Pavilion in 2015 Venice Biennial, stages a nighttime setting of torture, subjugation and death. The exhibition is completed by Sabbagh, famous fashion and art photographer who, more than any other, has defined his poetic in a black tone su tone between subject and background and by Serrano, the controversial American photographer of Piss Chist, who symbolizes the contrast between life and death with an almost abstract picture of seminal fluid on a black environment.